In questi giorni le cronache sono scosse da un nuovo ed entusiasmante duello mediatico: da una parte Fabrizio Corona, che lancia accuse pesantissime; dall’altra Alfonso Signorini, uno dei volti più noti della nostra televisione, che risponde con contro denunce.
L’antefatto ci porta nei corridoi luccicanti dello spettacolo, dove il potere di accendere o spegnere una carriera è nelle mani di pochi. Corona ha diffuso frammenti di chat e immagini, sostenendo che dietro quei provini ci fosse un “prezzo da pagare” in favori sessuali. Signorini ha reagito querelando per revenge porn.
Oltre il gossip, però, una legittima domanda: com’è possibile parlare di “violenza” se i protagonisti sono adulti e consenzienti?
1. LA TRAPPOLA INVISIBILE: L’ABUSO DI AUTORITÀ
Immaginate una foresta dove un cucciolo vuole bere a una fonte controllata da un leone. Il leone non morde il cucciolo, ma gli dice: “Puoi bere solo se mi lasci un po’ della tua pelliccia”. Il cucciolo accetta. È libero? Tecnicamente sì, ma nella realtà no.
In diretto questo si chiama Abuso di Autorità. Quando una persona ha il potere di decidere dei tuoi sogni o del tuo lavoro, non serve la forza fisica. Il potere stesso diventa una “catena invisibile”. Se accetti un atto intimo solo perché temi che un “no” distruggerebbe la tua carriera, quel consenso è viziato. La legge protegge la nostra libertà di decidere senza pesi sul cuore.
2. REVENGE PORN: IL LIMITE TRA CRONACA E REATO
Qui entriamo nel cuore tecnico della questione. La norma sul revenge porn punisce chi diffonde immagini o video a contenuto “sessualmente esplicito” senza il consenso dei protagonisti. Ma attenzione: il diritto penale esige il massimo rigore (principio di tassatività).
Nel caso di Corona e delle rivelazioni di “Falsissimo”, la difesa gioca una carta importante: L’OGGETTO DELLA DIFFUSIONE. La norma parla di immagini “esplicite”. Se, come pare emergere, sono state diffuse chat testuali o immagini “non in chiaro” (pixelate o parziali), il reato di Revenge Porn potrebbe non configurarsi. Perché il puzzle sia completo, serve che il materiale mostri in modo inequivocabile l’atto o la nudità.
3. IL NODO CORONA: PERCHÉ IL REATO DI VIOLENZA POTREBBE NON SUSSISTERE?
Se il Revenge Porn vacilla per mancanza di “esplicitezza”, perché anche la “violenza sessuale” denunciata da Corona sembra fragile?
SCAMBIO VS COSTRIZIONE. Se due adulti decidono, in modo cinico ma consapevole, di scambiare un favore per un vantaggio, siamo nel campo dell’etica discutibile, ma non del reato. Senza una vera “pressione” che annulli la volontà, non c’è violenza.
Inoltre, se i diretti interessati non si sentono vittime e dichiarano di aver agito liberamente, il castello accusatorio non ha fondamenta.
L’IMPORTANZA DI TRACCIARE IL CONFINE
Il diritto non serve a dirci cosa sia giusto o sbagliato fare nella nostra vita privata, ma a tracciare una linea oltre la quale nessuno può spingersi per calpestare l’altro.
Il ruolo di un avvocato non è giudicare, ma è aiutare le persone a districarsi in questo labirinto di leggi, leggine e continui mutamenti giurisprudenziali. Perché la chiarezza delle regole è l’unico strumento che abbiamo per evitare di trovarci, un giorno, dalla parte sbagliata di un’accusa o di una difesa.
Perché in un mondo di ombre, se la legge è la luce che definisce i contorni della nostra libertà, l’avvocato è colui che ha il compito di accenderla.


