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Sicuramente avrete sentito dire che l’ingiuria è stata depenalizzata e non è più reato.

Vi siete quindi convinti che la depenalizzazione dell’ingiuria (avvenuta nel 2016) abbia sdoganato l’insulto libero. Si sente spesso dire: “Tanto non è più reato, non possono farmi niente”.
Ma la verità è che l’impunità è solo apparente. Se il carcere è uscito di scena, è entrata in gioco una responsabilità civile dai costi patrimoniali potenzialmente devastanti.

DALLA SANZIONE PENALE AL RISARCIMENTO DEL DANNO. 
Oggi l’ingiuria è disciplinata dal D.Lgs. n. 7/2016. Chi offende l’onore o il decoro di una persona presente non rischia più un processo penale, ma è soggetto a un doppio binario sanzionatorio in sede civile.
 – Il Risarcimento del Danno Il colpevole deve risarcire alla vittima il danno non patrimoniale (morale, relazionale e reputazionale).
La Sanzione Pecuniaria Civile. Oltre al risarcimento, il Giudice condanna l’offensore a pagare una somma allo Stato che va da 100 € a 8.000 €.
– Le Aggravanti. Se l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto determinato o avviene in presenza di più persone, la sanzione può lievitare fino a 12.000 €.

QUANDO È POSSIBILE OTTENERE IL RISARCIMENTO?
Per ottenere giustizia in sede civile, non basta la semplice percezione di essere stati offesi. Di seguito i pilastri probatori fondamentali.
-La prova del fatto. È necessario dimostrare l’accaduto tramite testimonianze, registrazioni o prove documentali (come screenshot di messaggistica istantanea).

-Il danno risarcibile. Il danno non è automatico (in re ipsa). Occorre provare che l’offesa abbia generato una reale sofferenza interiore o un’alterazione delle proprie abitudini di vita (danno dinamico-relazionale).

L’Assenza di Provocazione. Il Giudice può non concedere il risarcimento se le offese sono reciproche o se l’ingiuria è stata provocata da un fatto ingiusto altrui.

PERCHÉ RIVOLGERSI AD UN AVVOCATO DI VOSTRA FIDUCIA?

Navigare tra le norme depenalizzate richiede una strategia precisa. Uno studio legale aiuta le parti a valutare la sostenibilità della causa, evitando liti temerarie e mappando le probabilità di successo;  a quantificare il danno e per tentare un accordo rapido e meno oneroso prima di arrivare in Tribunale.

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