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Chi pensa di essere libero di  poter esprimere la propria opinione, magari criticando su TripAdvisor il locale presso cui è appena stato, si sbaglia di grosso.

Quando si offende la reputazione di un esercizio commerciale si rischia, infatti, una condanna per per diffamazione

Ma allora, quando la critica contenuta in una recensione può ritenersi legittima?

La critica è legittima, purché 1) riferita a fatti realmente avvenuti 2) espressa con espressioni proporzionate e funzionali alla protesta 3) non si trasformi in gratuita ed immotivata aggressione dell’altrui reputazione.

Così, è stata condannata una coppia di torinesi che ritiene di aver trascorso presso una struttura alberghiera una vera e propria “vacanza da incubo”.

Per intenderci, il commento incriminato è: “la stanza era sporca… anche il personale  è stato molto maleducato… lascio una stella perché non si può mettere di più per come ci hanno trattato”

Chi ha scritto avrebbe tuttavia dimenticato che non ha davanti non un’entità astratta, ma una persona in carne ed ossa che vive di quel lavoro, e che le critiche vanno bene, purché non abbiano intenti offensivi.

Perché, per il Tribunale penale di Foggia, con tale commento, è stato offeso il decoro e l’onore del titolare della struttura alberghiera, commettendo un reato.

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