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La difesa è davvero sempre legittima?

Appena due mesi dopo l’entrata in vigore della “nuova” legittima difesa arriva il primo caso pratico: quello del ladro ucciso da un tabaccaio a Pavone Canavese (Ivrea).

Cosa succede?

Succedo che (come i tecnici, compresi Antisso e Commisso, avevano già ipotizzato) il tabaccaio viene subito iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Ivrea che dovrà accertare se la difesa è stata proporzionale all’offesa, ovvero che non ci sia stato eccesso colposo di legittima difesa o omicidio.

Viene così meno la prima esigenza, tanto invocata dai sostenitori della riformulato legittima difesa, di evitare che la magistratura effettui indagini, in questo caso sul tabaccaio di Pavone, e che successivamente venga rinviato a giudizio per subire un processo penale dall’esito non proprio scontato.

La magistratura dovrà quindi sempre accertare se l’offensore usava un’ arma legittimamente detenuta per tutelare la propria o l’altrui incolumità, o per difendere i beni propri o altrui; che non ci fosse desistenza da parte del ladro (cioè, che non stesse fuggendo); che ci fosse un reale pericolo di aggressione.

Decisive pertanto saranno le dichiarazioni del tabaccaio al quale tuttavia, almeno in questo fase, consiglieremmo di avvalersi della facoltà di non rispondere.

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