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Affido condiviso: cosa significa? Affido condiviso vuol dire pari tempo dei figli con i genitori?

Questa è una delle domande più ricorrenti di coloro che si rivolgono all’avvocato per ottenere un parere in materia di separazione.

I genitori vogliono capire, in concreto, cosa vuol dire che i figli verranno affidati congiuntamente ad entrambi. Vuol dire che i figli trascorreranno una settimana con mamma e l’altra con papà? Magari, per evitare di fare e disfare troppe valige, si potrebbe optare per un mese con un genitore ed un mese con l’altro?

Niente del genere!

L’affidamento condiviso non comporta che i figli debbano necessariamente trascorrere con i genitori lo stesso tempo. Anzi, l’affidamento condiviso non ha nulla a che vedere con il collocamento abitativo.

L’affidamento condiviso consiste, infatti, in una mera modalità dell’esercizio della responsabilità genitoriale, in maniera condivisa. Questo significa che tutte le decisioni di maggiore interesse per i figli (istruzione, educazione e salute) devono essere assunte di comune accordo. Solo le questioni di minore rilevanza e di ordinaria amministrazione possono essere assunte dai genitori anche separatamente.

Cosa diversa è invece il collocamento abitativo. Il collocamento dei minori, solitamente, viene disposto presso il domicilio della madre, generalmente corrispondente alla casa familiare. Questo perché la madre, nella maggior parte dei casi, è ritenuta genitore più capace e adatto alla cura e all’accudimento dei figli minori.

In ogni caso, tanto dipende anche dall’età dei figli e da altre ed eventuali circostanze che potrebbe incidere sulla scelta del collocamento da parte del Giudice anche in favore dei papà.

Per questo è sempre opportuno chiedere un parere legale sulla propria situazione personale, perché non tutti i casi sono uguali!

 

 

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