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Le cause si vincono e si perdono.

Nell’ultimo mese, nello Studio Antisso e Commisso, le cause le abbiamo soltanto vinte!

Un periodo certamente favorevole, durante il quale abbiamo lavorato, tutti, molto intensamente, con la serietà e la passione che ci contraddistingue.

Siamo molto orgogliosi dei risultati ottenuti, per lo Studio, per chi ci lavora e, soprattutto, per i nostri assistiti.

Abbiamo quindi pensato di raccontarvi, in breve, alcuni dei casi risolti che, per il tipo di questione affrontata e/o il particolare rapporto che si è creato con il cliente, ci ha dato maggiore soddisfazione.

Disconoscimento di paternità

Questa è il caso di un uomo che aveva contratto matrimonio con una donna dalla quale aveva successivamente avuto una bimba.

Il matrimonio, ad un certo punto, naufraga e l’uomo viene “condannato” a pagare un contributo al mantenimento della figlia.

L’uomo perde il lavoro, non chiede la modifica delle condizioni di separazione in riferimento all’assegno in favore della minore e subisce quindi un procedimento penale per tale fatto di reato, oltre un pignoramento per le somme dovute.

Se non ché, l’uomo riceve una lettera anonima con il quale veniva informato di non essere il padre biologico della figlia.

Segue il test del DNA e la causa di disconoscimento di paternità che, in primo grado, si conclude favorevolmente per lui.

L’ex moglie propone quindi appello.

PQM

Appello respinto.

Viene infatti accertato che il nostro cliente non è il padre della bambina con tutte le conseguenze connesse, anche sotto il profilo delle spese legali che la controparte ha dovuto rimborsare.

Assoluzione totale per un pluriimputato

  1. Violazione di domicilio aggravata per aver usato violenza sulle cose;
  2. Lesioni personali gravi, aggravate ulteriormente dall’aver commesso il fatto con un’arma;
  3. Minacce gravi

Questi erano i capi di imputazione con i quali il nostro assistito era stato rinviato a giudizio. Dopo il dibattimento e la discussione in pubblica udienza, la sentenza è quella di assoluzione per tutti i capi.

Compravendita immobiliare. Causa di accertamento di nullità parziale dell’atto.

Questo è uno dei casi che la controparte avrebbe fatto bene a “chiudere” con un accordo transattivo o bonario, come si dice tecnicamente.

Non che l’occasione non vi sia stata, anzi, sarebbe stata da prendere al volo…e, invece, no.

Partiamo dall’inizio.

Una giovane coppia acquista un appartamento per andarci a vivere.

Tale appartamento, originariamente, apparteneva ad un unico proprietario di un immobile composto, altresì, da un giardino e da un piazzale destinato al ricovero delle auto.

La giovani coppia per poter parcheggiare l’auto, con l’autorizzazione del proprietario, utilizzava gli spazi del venditore originario.

Nessun contrasto tra le parti sino a quando la giovane coppia decide di rivendere.

Si affidano pertanto ad un’agenzia immobiliare che, leggendo l’atto notarile di compravendita, ritiene di poter interpretare che il posto auto sia di proprietà della coppia e non del proprietario originario.

Da qui ne scaturisce il conflitto e quindi la causa di accertamento con sopralluoghi, tentativi di conciliazioni falliti e perizi.

Si arriva a sentenza che costa alla giovane coppia circa € 10.000.

P.s. I pareri si chiedono agli avvocati e non agli agenti immobiliari!

Causa di risarcimento danni derivanti da trasfusioni

In seguito ad una terapia trasfusionale alla quale veniva sottoposto da neonato, al nostro cliente veniva diagnostica l’epatite cronica.

Per questo, con il nostro intervento, era stato costretto a chiedere l’indennizzo, ottenuto soltanto dopo una causa davanti al Tribunale, che ci dava ragione, e successivamente un giudizio di ottemperanza, visto il mancato adempimento spontaneo da parte del Ministero della Salute.

Ora, si agisce in giudizio per ottenere il risarcimento, ovvero quella somma portata dalla differenza tra il danno effettivamente patito e la somma già indennizzata.

Si costituiscono in giudizio le parti convenute sollevando eccezioni meramente pretestuose nel merito e, soprattutto, nel rito, facendo leva su pronunce giurisprudenziali in conflitto fra loro.

Con un’opportuna scelta processuale (rivelatasi vincente), siamo riusciti ad ottenere di escludere dal processo le parti “moleste” con condanna di queste al pagamento delle spese processuali.

La causa potrà finalmente continuare nel merito, senza ulteriori battute d’arresto.

Separazione consensuale

Quando lavorare in team permette di ottenere ottimi risultati.

Il nostro cliente si presenta in Studio lamentando una forte conflittualità con la compagna in merito alle modalità di visita della figlia minorenne.

L’ipotesi di una separazione consensuale non viene nemmeno presa in considerazione.

In Studio riconosciamo tuttavia una possibilità di superare il conflitto. Proponiamo pertanto un incontro di sostegno alla genitorialità con la nostra psicologa.

Una seduta psicologica di un’ora e mezza ha consentito alle parti di raggiungere un accordo, evitando lungaggini processuali, elevate spese processuali ed inutili sofferenze per la figlia.

Un ottimo risultato.

Pertanto, un ringraziamento speciale a tutti i nostri collaboratori.

Grazie!

 

 

 

 

 

 

 

 

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