Informatica giuridica e diritto dell'informatica

L’informatica collabora con lo studio legale e aiuta gli avvocati a studiare ed a risolvere problemi giuridici.

Si parla pertanto di informatica giuridica per indicare l’utilizzo di calcolatori elettronici nel campo del diritto.

Antisso e Commisso si caratterizzano per essere fortemente innovativi. Da anni, lo studio si avvale di tecnologie informatiche, sempre più avanzate, per la ricerca di informazioni giuridiche, finalizzate alla soluzione di problemi.

Una branca dell’informatica legale è la computantional law (legge computazionale) che si occupa della meccanizzazione del ragionamento giuridico.

Di grande interesse, dal punto di vista imprenditoriale e giuridico, è la nuova piattaforma digitale denominata “blokhchain” le cui potenzialità  innovative si stanno estendendo sempre più, partendo dalle originarie applicazioni alle criptovalute sino alle applicazioni in ambito giuridico, con specifico riferimento alle indagini penali ed al diritto contrattuale.

Per quanto riguarda l’applicazione delle blockchain in ambito penale, rileviamo l’esistenza di un progetto C.R.I.O, ancora in fase di studio, che consentirà la certificazione di contenuti tratti dal web, spendibili nel processo come prove giudiziali. In altri termini, la procedura di certificazione tramite la blockchain fornisce la prova che un certo contenuto, in un determinato lasso di tempo, è apparso su internet.  In questo modo, sarà infatti possibile stabilire l’autenticità e la provenienza di quel contenuto, sia per identificare contenuti falsi. CRIO può quindi essere utilizzato, tra i diversi impieghi proposti,  per raccogliere prove dal web e per documentare atti di denunce e querele.

In ambito civile, la blockchain consente di disciplinare e risolvere contrattualmente, al suo interno, i rapporti contrattuali e le relative controversie che dovessero insorgere, per mezzo dei c.d. smart contracts.

Gli smart contracts non sono altro che pezzi di codici inseriti nella blockchain che, al verificarsi di certi eventi programmati, producono un certo risultato. Gli smart contracts facilitano, verificano, o fanno rispettare la negoziazione o l’esecuzione di un contratto. Molti tipi di clausole contrattuali possono così essere parzialmente o integralmente automatizzati, auto-ottemperanti, o entrambe le cose.

Tanto entusiasmo per gli smart contracts deriva dal fatto che questi aspirano ad assicurare un sicurezza superiore alla contrattualistica esistente e di ridurre i costi di transazione associati alla contrattazione, nonché quelli derivanti dalla sua esecuzione, per lo più relegati ad una causa civile.

Mai come in questa materia, l’esempio è d’obbligo per capire di cosa stiamo parlando.

Si immagini di acquistare un’automobile con pagamento rateizzato. Un componente software potrebbe disabilitare la messa in moto in caso di mancato pagamento di una o di dure rate. Ed è così che un software diventa legge, mediante l’installazione su un oggetto (nell’esempio, sull’auto) di un componente che possa modificarne il funzionamento sulla base di condizioni previste nelle clausole di un contratto.

Tutto ciò è possibile, non solo grazie alla blockchain, ma anche grazie all’Internet of Things (Internet delle cose), che consente alle “cose” di comunicare direttamente.

Entro il 2020, per soddisfare le domande di imprese e consumatori, verrà presentata la nuova rete G5 che, nell’ambito della telefonia mobile, oltre a fornire semplicemente velocità più elevate, risponderanno alle esigenze di nuovi casi d’uso come l’Internet of things, nonché servizi di trasmissione e linee di comunicazione d’importanza vitale in occasione di disastri naturali.

Antisso e Commisso sono protagonisti di questa rivoluzione intendendo contribuire allo sviluppo di questa nuova tecnologia, analizzando e proponendo soluzioni alle questioni giuridiche aperte, nonché, preparandosi alle tecniche di redazione di smart contracts.

In materia siamo già attivi nella consulenza per l’applicazione delle nuove tecnologie.

Non solo informatica giuridica, ma anche diritto dell’informatica.

Antisso e Commisso si occupano dello studio e della risoluzione di vicende giuridiche nel contesto telematico.

In particolare, lo Studio si occupa di libertà di comunicazione, di tutela e protezione dei dati personali (GDPR e privacy), di cybersecurity, di rilevanza giuridica del documento informatico e delle firme elettroniche, di circolazione degli atti e dei dati informatici, di formazione e conclusione dei contratti del commercio elettronico, di responsabilità civile e penale degli operatori in rete, di reati informatici ( http://www.studiolegaletorino.info/reati-informatici/)